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sabato 1 febbraio 2020

Copertine per e-book


Nell'attesa che decolli il progetto megalomane del mio socio (creare una casa editrice digitale), a cui io, sventurato, risposi: se si tratta di fare qualche copertina, perché no? Nell'intanto, ripesco le copertine che ho realizzato per qualcuno dei miei e-book (occorre ricordare che un epub è un archivio, e quindi è relativamente facile sostituire la copertina presente nel file con un'altra?).










E (in anteprima assolutamente irregolare e immorale) una copertina per il futuro editore.


martedì 24 luglio 2018

Urmas Sisask – Dominus Vobiscum (1988)



Incluso nella raccolta Sacred Treasures V - From a Russian Cathedral (Valley, 2011), non si tratta comunque di una brano liturgico (oltretutto Sisask è cattolico), ma di uno dei 24 inni che compongono la sua opera intitolata Gloria Patri (1988).
La sua progressione sembra un volteggio che ascende e poi plana lungo le pareti di un'incommensurabile piramide di luce. La voce umana, splendore disteso sul fiume del fiato, mostra qui con inerme semplicità mille anni di disciplina.

Urmas Sisask, che uomo!



sabato 23 giugno 2018

Chi è Henry Adrian?

di Domenico D'Amico


Ho trovato un vecchio, ingiallito A4 dattiloscritto, senza data (ma probabilmente risale ai primi anni 80), senza annotazioni. Il testo:

Da "Particulars" di Henry Adrian (traduzione di Domenico D'Amico)

I.
Un foglio sul tavolo con un orlo d'ombra intorno. Sembra che le venature (false) del tavolo abbiano conquistato rilievo: ora l'ombra del foglio si frange sfumando su di loro. C'è un po' di vento. Un angolo del foglio bianco si solleva di poco. La distanza che separa il foglio dal tavolo diminuisce, se andiamo dall'angolo in giù, e si annulla. Da vicino il foglio bianco è un muro (sottile ma molto ampio) intonacato con mille fessure e pagliuzze. Oppure il foglio fa parte del tavolo, è una pittura bianca così sottile che in realtà sembra più in basso del tavolo stesso. Ma il foglio sotto le dita calde e umide si ondula, diventa una pista di skate-board. Valli e collinette di cemento bianco. Qualche pelo e qualche briciola dominano i loro vasti territori. Ma un pizzico di zucchero basta per fare un'invasione, e presto briciole e peli sono travolti.

II.La carne in scatola è pressata. C'è un sottile strato di gelatina intorno al blocco compatto. A volte anche dentro si può trovare una bolla irregolare della stessa materia. La consistenza della carne è irregolare, ma piuttosto fibrosa; tra la carne in poltiglia galleggiano piccoli fasci di cordame muscoloso, piuttosto insapore, ma consistente in bocca. Per il resto, è terribilmente salata. Bisognerebbe mettersi in bocca prima un pugnetto di insalata senza condimento e poi il pezzo di carne. Con tutto ciò, non puoi sopportare fino in fondo un'intera scatoletta.

Ora, io non ho la più pallida idea di chi sia questo Henry Adrian (una ricerca in Rete non ho sortito risultati). È possibile che me lo sia inventato, e lo testimonierebbe l'uso ingenuo di un false friend come particulars al posto dell'ovvio details. Ma chi lo sa, ecco che l'impalpabile fantasma di un'idea perduta nel tempo, una forma mentale che è stata nostra, il frutto di un percorso che era un tutt'uno con noi, con quello che eravamo, riemerge inatteso, non invitato, e il suo volto ci è ignoto, abbiamo viaggiato, mangiato e dormito con lui, eppure oggi è solo un estraneo alla nostra porta.

martedì 20 febbraio 2018

Finte Copertine

In passato mi sono divertito a creare delle pseudo-copertine (chiamandole fake cover) per dischi che mi avessero più o meno interessato. Eccone qualcuna.

From Monument to Masses - On School of Thought Contend - Fake Cover
Here We Go Magic - Fake Cover

Mastodon - Remission - Fake Cover

Ohgr - The Devils in My Details - Fake Cover

Rosetta - The Galilean Satellites - Fake Cover

Steve Von Till - If I Should Fall to the Field - Fake Cover

The Who - Tommy - Fake Cover